IL PNPV (2023-2025)

Il nuovo PNPV 2023-2025 è stato approvato in Conferenza Stato-Regioni il 2 Agosto 2023, e ad oggi non è stato ancora formalmente recepito con delibera da tutte le Regioni italiane.

Il PNPV (Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale) e il relativo calendario vaccinale hanno lo scopo primario di armonizzare «le strategie vaccinali in atto nel Paese, al fine di garantire alla popolazione, indipendentemente dal luogo di residenza, dal reddito e dal livello socio-culturale, i pieni benefici derivanti dalla vaccinazione, intesa sia come strumento di protezione individuale che di prevenzione collettiva, attraverso l’equità nell’accesso a vaccini di elevata qualità, anche sotto il profilo della sicurezza, e disponibili nel tempo (prevenendo, il più possibile, situazioni di carenza), e a servizi di immunizzazione di livello eccellente».

Il PNPV, oltre a presentare il nuovo Calendario nazionale delle vaccinazioni attivamente e gratuitamente offerte alla popolazione per fascia d’età, contiene capitoli dedicati agli interventi vaccinali destinati a particolari categorie a rischio (per patologia, per esposizione professionale, per eventi occasionali) e individua alcune aree prioritarie di azione (allineate con i documenti prodotti a riguardo dall’Oms), una serie di obiettivi specifici e i relativi indicatori di monitoraggio.

Il nuovo PVPV tiene anche conto “delle criticità registrate nelle Regioni e nel Paese durante i cicli di programmazione precedenti”. Molte di queste criticità erano state evidenziate da Cittadinanzattiva nella sua “Carta della Qualità dei Servizi vaccinali[1]” “Fra le criticità riscontrate, si sottolineano in particolare:

  • Disomogeneità tra le procedure e l’offerta vaccinale in ogni regione e P.A.: dopo la pubblicazione del PNPV 2017-2019 si era raggiunta una certa omogeneità di offerta vaccinale tra le Regioni. Tuttavia, con la disponibilità di nuovi vaccini, i calendari vaccinali regionali sono stati aggiornati senza seguire un razionale concordato a livello nazionale e creando diseguaglianze per la popolazione.
  • Mancato raggiungimento dei valori target delle coperture vaccinali, con disomogeneità tra le regioni: ciò anche in considerazione dell’impatto della pandemia di COVID-19 sui servizi vaccinali, che è stato particolarmente marcato relativamente all’offerta vaccinale per gli adolescenti e gli adulti.
  • Difformità nell’organizzazione e gestione del processo vaccinale, inclusa la registrazione delle vaccinazioni effettuate sul territorio nazionale: in assenza di standard definiti sull’organizzazione e gestione dei servizi vaccinali, sorgono problemi di equità nell’accesso alla vaccinazione e di efficienza sul territorio nazionale. Inoltre, in assenza di sistemi informativi standardizzati, si possono verificare criticità e divergenze nella stima delle coperture vaccinali.
  • Difficoltà logistiche e organizzative da parte delle amministrazioni sanitarie locali per garantire l’erogazione e la piena fruibilità delle vaccinazioni inserite nel calendario vaccinale: non tutte le amministrazioni regionali hanno impostato e realizzato strutture organizzative stabili, in grado di gestire calendari serrati di vaccinazione nel primo anno di nascita e il prevedibile e auspicabile incremento dei volumi di attività determinati dall’adozione di un nuovo calendario.
  • Necessità di revisione e aggiornamento dei LEA per permettere l’inclusione degli aggiornamenti del calendario vaccinale e dei relativi indicatori di copertura nei livelli essenziali di assistenza, garantendo così il diritto del cittadino a fruire di tutte le vaccinazioni previste dal calendario vaccinale.
  • Completamento del percorso di valutazione previsto sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, così come previsto dal Decreto-legge 7 giugno 2017 n. 73, Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, modificato dalla Legge di conversione 31 luglio 2017, n. 119.
  • Mancata definizione di un processo decisionale standardizzato per l’inserimento delle nuove vaccinazioni nel calendario e dei relativi finanziamenti dedicati alla produzione di analisi indipendenti di costo-efficacia e di HTA che possano essere utilizzate ai fini della valutazione di nuove indicazioni nel calendario vaccinale.”

[1] https://www.cittadinanzattiva.it/progetti/14257-carta-della-qualita-dei-servizi-vaccinali.html

Il nuovo PNPV, approvato il 2 agosto 2023, rispetto al precedente apporta le seguenti principali novità, diverse delle quali discendono direttamente dall’esperienza della pandemia Covid-19:

  • svincola l’aggiornamento del calendario vaccinale dal Piano per rendere l’offerta più in linea con il progresso scientifico;
  • rafforza l’offerta della vaccinazione anti-meningococcica di tipo B, a seguito dei dati regionali di sorveglianza, ed indica che, in base alla situazione epidemiologica, ogni singola Regione/PA può integrare l’offerta per età di tale vaccinazione;
  • parla di mantenimento della gratuità nel tempo per le coorti beneficiarie (es. per Hpv) che abbiano perso o differito la vaccinazione, pur avendone maturato il diritto;
  • sottolinea l’inserimento della vaccinazione nei Percorsi diagnostici di diagnosi e cura (Pdta) e il coinvolgimento più esteso dei professionisti sanitari, anche specialisti di riferimento per patologie croniche/oncologiche;
  • coinvolge esplicitamente le farmacie tra i soggetti che potranno erogare la vaccinazione, al momento antinfluenzale ed anti Covid;
  • tutela maggiormente le categorie più esposte e più fragili, con particolare attenzione alla fascia adolescenziale (meningite, HPV) ed anziana (Zoster, Pneumococco).

Gli Obiettivi del PNPV

Gli obiettivi individuati dal Piano nazionale prevenzione vaccinale 2023-2025 sono:

  1. Mantenere lo status polio-free
  2. Raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia
  3. Rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV correlate
  4. Raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target strutturando reti e implementando percorsi di prevenzione vaccinale
  5. Promuovere interventi vaccinali nei gruppi ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del cittadino/paziente
  6. Ridurre le diseguaglianze e prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e/o con bassa copertura vaccinale
  7. Completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali regionali e mettere a regime l’anagrafe vaccinale nazionale
  8. Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili da vaccino
  9. Rafforzare la comunicazione in campo vaccinale
  10. Promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle vaccinazioni e la formazione in vaccinologia.

Il piano raccomanda le strategie per raggiungimento di coperture vaccinali adeguate e non fa riferimento alla specifica offerta vaccinale, che è invece riportata nel Calendario Vaccinale.

Il Calendario Vaccinale

Una delle principali novità introdotte con il nuovo PNPV è la predisposizione del Calendario vaccinale triennale come documento distinto e, pertanto, facilmente aggiornabile in base ai futuri scenari epidemiologici, alle evidenze scientifiche e alle innovazioni in campo biomedico.

Il nuovo Calendario vaccinale presenta le seguenti novità rispetto al precedente:

  • Offerta della vaccinazione antimeningococcica quadrivalente (ACWY) al compimento del primo anno di età, al posto della monovalente (C).
  • Estensione dell’offerta attiva della vaccinazione contro l’HPV alle donne 25enni non vaccinate in Occasione dello screening per la cervice uterina.
  • Allargamento dell’offerta vaccinale per i soggetti a rischio (es. Herpes Zoster per i soggetti a rischio a partire dai 18 anni di età).
  • Possibilità di vaccinare contro il meningococco B l’adolescente, in base alla situazione epidemiologica della singola Regione/PA.
  • Mantenimento della gratuità fino ai 18 anni, in caso di adesione ritardata, delle vaccinazioni raccomandate non obbligatorie dell’infanzia e adolescenza.
  • Mantenimento della gratuità, in caso di adesione ritardata, delle vaccinazioni offerte all’adulto.
Note al calendario

1. RV: Ciclo vaccinale a 2 o 3 dosi in base al vaccino utilizzato, a partire dalla 6^ settimana di vita e da completarsi entro le 24 o 32 settimane di vita a seconda del prodotto utilizzato.

2. PCV: Offrire la vaccinazione prioritariamente ai soggetti a rischio e alla coorte dei 65enni. L’offerta va eventualmente integrata con schedula sequenziale (PCV+PPSV) in funzione della tipologia di vaccino PCV utilizzato.

3. MenB: la vaccinazione può essere iniziata non prima dei 2 mesi di età. La schedula indicata prevede comunque la seconda dose a non meno di due mesi dalla prima e la dose di richiamo ad almeno 6 mesi di distanza dalla serie primaria.

4. Prima dose a 12 mesi compiuti. I bambini che hanno ricevuto una dose di vaccino MMR prima del loro primo compleanno devono ricevere altre due dosi (una dose a 12Ͳ15 mesi di età e un’altra dose separata da almeno 28 giorni).

5. MenACWY: ad almeno 12 mesi compiuti.

6. È possibile utilizzare dai 4 anni anche la formulazione tipo adulto (dTaP), a condizione che i genitori siano adeguatamente informati dell’importanza del richiamo all’adolescenza e che siano garantite elevate coperture vaccinali in età adolescenziale.

7. Utilizzare la formulazione per adulto dTpa.

8. HPV: 2 o 3 dosi in base all’età. La vaccinazione di recupero (catch up), è raccomandata per le donne almeno fino a 26 anni compiuti anche utilizzando l’occasione opportuna della chiamata al primo screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero, e per gli uomini almeno fino a 18 anni compresi, qualora non siano stati precedentemente vaccinati o non abbiano completato il ciclo vaccinale.

9. dTpa: 1 dose ogni 10 anni.

10,11. FLU: si vedano le raccomandazioni fornite annualmente con circolare del Ministero della Salute.

12. HZV: il vaccino a virus vivo attenuato ZVL è somministrato in singola dose; il vaccino ricombinante adiuvato (RZV) è somministrato in due dosi a distanza di due mesi, e non più di sei (da 1 a 2 mesi nei soggetti che sono o che potrebbero diventare immunodeficienti o immunodepressi a causa di malattia o terapia). Offrire la vaccinazione prioritariamente ai soggetti a rischio a partire dai 18 anni di età e ogni anno alla coorte dei 65enni.

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