Le regioni, analogie e differenze

Esistono diverse ricerche e rassegne che nel passato hanno tentato di riassumere, dal punto di vista della prevenzione vaccinale, lo stato dei diversi modelli regionali presenti nel nostro Paese (si veda, a titolo di esempio, il Rapporto Annuale 2018 dell’Osservatorio Strategie Vaccinali “Modelli organizzativi e strategie vaccinali regionali”). D’altro canto, recentemente la pandemia da Covid-19 ha cambiato sotto vari aspetti lo scenario italiano: si pensi alla nascita degli HUB, alle vaccinazioni in farmacia o nelle RSA, al monitoraggio quotidiano e quasi in “tempo reale” dei contagi e dei vaccinati, alle reazioni dei cittadini (dapprima l’allontanamento dagli ambulatori per paura del contagio, e in seguito la corsa alle vaccinazioni antinfluenzale o antipneumococcica per evitare le sintomatologie sospette). Risulta quindi assai importante monitorare eventuali mutamenti o adeguamenti nei modelli organizzativi regionali che tengano conto dei cambiamenti recenti, in termini di nuovi bisogni e nuove opportunità.

Nel 2021, poco prima di pubblicare la Carta della Qualità dei Servizi vaccinali, Cittadinanzattiva ha eseguito un monitoraggio nazionale di tali servizi, intervistando gli attori principali e le Regioni per fare un quadro dei diversi modelli organizzativi presenti nel nostro paese. La buona adesione da parte dei Centri Vaccinali (147), dei MMG (212) e dei PLS (270) alla nostra proposta di monitoraggio, ha messo in evidenza la volontà dei servizi vaccinali stessi di misurarsi, in un lavoro di trasparenza e collaborazione, con l’obiettivo di individuare la presenza di aree critiche e avviare un dialogo verso il miglioramento del servizio offerto. Bassa invece l’adesione degli Assessorati regionali e dei rispettivi dipartimenti di prevenzione, impegnati sul fronte di gestione della pandemia (vaccinazione antinfluenzale, riapertura delle scuole, varianti Covid) nel periodo autunnale del 2021 in cui il monitoraggio è stato svolto. L’adesione solo parziale delle Regioni ha impedito di creare una fotografia completa, limite che si era riscontrato anche nel 2018 per il già citato Rapporto dell’Osservatorio delle Strategie Vaccinali. Ancora oggi a seguito della modifica del titolo V della Costituzione, le soluzioni vaccinali proposte dai Servizi Sanitari Regionali producono un quadro estremamente variegato, caratterizzato da notevoli differenze organizzative e di erogazione delle prestazioni vaccinali. Questa disomogeneità si ripercuote sulle coperture raggiunte, per le quali da sempre si registrano ampie variazioni non solo fra le diverse Regioni, ma anche nell’ambito degli stessi confini regionali. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 fornisce senza dubbio strumenti utili per colmare queste distanze. L’adozione di un Calendario vaccinale nazionale, necessario per equiparare l’offerta vaccinale, e un’ampia serie di indicazioni per tradurre tale offerta in una proposta concreta e di qualità: attuazione della chiamata attiva, realizzazione di un’anagrafe vaccinale nazionale e coinvolgimento di diverse figure professionali a supporto dei Servizi Vaccinali (Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta, farmacisti, ecc.). Ma nonostante gli sforzi, permangono ancora non solo enormi differenze tra una regione e l’altra, ma anche tra Aziende Sanitarie diverse all’interno della stessa regione.

Anche il nuovo PNPV 2023-2025 sottolinea come prima criticità la “disomogeneità tra le procedure e l’offerta vaccinale in ogni regione e P.A.

Ma in che cosa consistono, all’atto pratico, queste differenze? Gli aspetti sono molteplici:

  • esistenza e funzionamento di una Commissione Regionale sui vaccini;
  • presenza, funzionamento e livello (aziendale, di Area Vasta o regionale) dell’Anagrafe Vaccinale;
  • modalità di registrazione e trasmissione dei dati vaccinali;
  • tipo di vaccinazioni offerte e relativi target, talvolta estese rispetto al PNPV;
  • modalità di erogazione, gratuita o in co-pagamento;
  • presenza di accordi regionali/aziendali con pediatri e/o medici di famiglia, e relative modalità di retribuzione;
  • modalità di accesso (libero o su prenotazione) e modalità di prenotazione;
  • possibilità e varie tipologie di vaccinazione nelle farmacie;
  • iniziative di formazione agli operatori;
  • comunicazione e informazione alla popolazione;
  • modalità di approvvigionamento delle dosi vaccinali.

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