Perchè vaccinarsi

I vaccini sono lo strumento di prevenzione più efficace nei confronti di malattie gravi e a volte mortali, e sono l’intervento medico a basso costo che, più di tutti, ha cambiato la salute delle persone. Ci hanno permesso di sconfiggere malattie devastanti, causa di disastrose epidemie ed innumerevoli morti fino al secolo scorso. Un esempio su tutti, il vaiolo: prima del vaccino, nella sola Europa mieteva 700mila vite l’anno. Oggi, i nostri figli non si vaccinano più contro questo virus, perché grazie alla diffusa pratica della vaccinazione la malattia è del tutto scomparsa. Anche le malattie più comuni possono avere complicanze gravi. Un esempio è il morbillo, che può causare polmonite (1-6% dei casi), encefalite (1 ogni 1000-2000 casi) e in casi estremi il decesso del paziente. La rosolia, che normalmente ha un decorso leggero, se contratta in gravidanza può avere effetti negativi sulla salute del bambino (morte fetale, aborto spontaneo, malformazioni gravi, decesso del neonato).

Inoltre, per le malattie che si trasmettono da persona a persona, le vaccinazioni non solo proteggono noi stessi, ma anche le persone che non possono essere vaccinate (perché non ancora in età raccomandata, perché non rispondono alla vaccinazione o perché presentano controindicazioni). Questo avviene grazie all’immunità di gregge per cui, se la percentuale di individui vaccinati all’interno di una popolazione è elevata si riduce la possibilità che le persone non vaccinate (o su cui la vaccinazione non è efficace) entrino in contatto con il virus e, di conseguenza, si riduce la trasmissione dell’agente infettivo. Questo significa che se vengono mantenute coperture sufficientemente alte si impedisce al virus di circolare fino alla sua scomparsa permanente: l’immunizzazione di un alto numero di persone contro una determinata malattia per un lungo arco di tempo impedisce al virus di trasmettersi, fino alla sua scomparsa definitiva se il solo ospite è l’uomo: è il caso, appunto, del vaiolo.

I programmi di prevenzione vaccinale hanno quindi il duplice obiettivo di tutelare quegli individui che per numerose ragioni occupazionali, socioeconomiche, legate allo stile di vita o alle condizioni di salute, sono maggiormente esposti al rischio di contrarre determinate infezioni sviluppando gravi patologie e, dal punto di vista della collettività, di mirare alla limitazione e laddove possibile, all’eliminazione di alcune malattie infettive.

Di seguito i vari gradi di contenimento e superamento dell’impatto esercitato dalle malattie infettive resi possibili dalla pratica della vaccinazione:

  • Eradicazione della infezione/malattia, per cui l’agente patogeno non circola più e quindi scompare l’infezione da esso provocata;
  • Eliminazione della infezione/malattia, per cui l’agente infettivo non circola più in una definita area geografica come risultato di una specifica attività;
  • Controllo della infezione/malattia, per cui può essere raggiunto un livello accettabile di riduzione di morbosità e mortalità.

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